27 Feb 2015 – Medaglia d’oro al progetto Giocamico

Giocamico, il progetto che utilizza un gioco guidato per preparare i piccoli pazienti all’intervento chirurgico, ha ottenuto il primo premio nella sezione Solidarietà e servizi socio-sanitari della seconda edizione del “Premio Persona e Comunità” di Torino. Il premio è stato assegnato il 27 febbraio a Torino insieme alla Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica, riservata al progetto con il punteggio più alto.

“Il progetto Giocamico si rivela un canale privilegiato per conoscere ed intercettare i bisogni del bambino e della sua famiglia durante la permanenza in ospedale” spiega Alessandra Panarese, presidente dell’Associazione L’Orizzonte di Lorenzo. “I bambini affetti da cardiopatia congenita molto spesso hanno storie cliniche che necessitano frequenti ricoveri in ospedale. Con Giocamico questi bambini assumono un ruolo attivo nel percorso di cura e riescono ad affrontare i propri bisogni e paure”.

Il Premio “Persona e Comunità” si propone di valorizzare e diffondere le migliori esperienze finalizzate allo sviluppo, al benessere ed alla cura della persona, realizzate da Pubbliche amministrazioni e organizzazioni di volontariato per il miglioramento concreto della qualità della vita, in un’ottica di servizi offerti ai cittadini.

Giocamico è un progetto che attraverso il gioco vuole aiutare i bambini ricoverati a prendere coscienza del percorso di cura che dovranno seguire e delle emozioni che provano. Grazie ad attività ludiche specifiche, Giocamico punta a trasformare i bambini e i ragazzi da soggetti passivi a protagonisti di ciò che stanno vivendo. La sala operatoria diventa così un’astronave, l’intervento un viaggio avventuroso: grazie a suoni, immagini e simulazioni, la cura non viene solo raccontata, ma vissuta con situazioni diverse in base all’età dei bambini.

Lo scorso anno l’attività è triplicata: in totale le psicologhe hanno svolto 444 incontri con i bambini, 47 colloqui con i genitori, 287 discussioni di casi insieme all’équipe curante e 21 presenze negli ambulatori, per un totale di oltre 600 ore di lavoro sul campo. A beneficiarne bambini che si apprestavano ad affrontare interventi chirurgici, cateterismi e/o procedure diagnostico-terapeutiche invasive.

(27 febbraio 2015)