Lo psicologo in reparto

Il Progetto "Uno psicologo nell'unità per la diagnosi delle cardiopatie congenite" nasce dalla collaborazione tra le equipe dell'Unità di Psicologia clinica e l'Unità per la Diagnosi delle Cardiopatie Congenite degli Ospedali Riuniti di Bargamo.
L'Associazione ha accolto con entusiasmo l'invito a sostenere il finanziamento del progetto perchè certa dei risvolti benefici che i bambini ricoverati e i famigliari ne potranno trarre.

Descrizione dei requisiti del Servizio:
Collaborazione strutturata finalizzata a mettere a punto un percorso di collaborazione che prevede:
- Partecipazione alla eventuale riunione d’équipe settimanale.
- Possibilità di creare uno spazio d’ascolto capace di accogliere sia i pazienti che le famiglie.
- Valutazione di un eventuale progetto di ricerca nell’ambito di intersezione delle discipline interessate.

Motivazione e obiettivi della proposta di progetto:
Qualunque sia l’operazione difensiva messa in atto dal bambino un rischio importante è che la sua vita pulsionale e fantasmatica si organizzi solo attorno alla realtà traumatica impedendo uno sviluppo complessivo (Braconnier, Marcelli, 1998).

Per questi motivi si è dimostrato come sia sempre più opportuno e utile affiancare alle necessarie terapie mediche interventi di carattere psicologico che aiutino a sostenere il paziente nel percorso di crescita generale e contemporaneamente a conservare la capacità di pensare alla propria esperienza. Solo affrontando insieme la realtà nel rispetto delle proprie capacità di elaborare la sofferenza, restituiamo al bambino la sua integrità (corpo-mente), rispettandolo come persona e attribuendogli un ruolo attivo nell’affrontare la situazione attuale e i suoi sviluppi.

Le dinamiche psichiche infatti, rispetto alla condizione di malattia che spesso rappresenta un dato di fatto non modificabile di per sé, sono condivisibili e comprensibili e quindi in parte modulabili ed elaborabili.
Fondamentale risulta essere quindi il contenimento emotivo ricevuto dalla famiglia e dalle strutture ospedaliere che accolgono il bambino.

In caso di trapianto poi è molto importante poter accompagnare il bambino sia nella fase precedente al trapianto ed in quella successiva d’adattamento, come nel preparare lui e la famiglia alla separazione dall’ospedale e dall’équipe curante diventata il centro di riferimento.
Dalla letteratura emerge sempre più l’importanza di una presa in carico complessiva del paziente in ogni suo aspetto; per fare ciò, sembra fondamentale cercare di favorire l’integrazione psiche-soma. La presenza dello psicologo all’interno dell’équipe curante dovrebbe avere l’obiettivo di ridurre la tendenza alla scissione psiche-soma. La riunione d’équipe è il luogo del ricongiungimento simbolico dei diversi frammenti del bambino o dell’adolescente ricoverato, dove è possibile avere una visione d’insieme del paziente e dei vissuti emotivi. Lo psicologo, integrato nell’équipe, potrà partecipare ad una presa in carico globale.
Una équipe ben integrata può aiutare il minore e la sua famiglia a partecipare in modo più consapevole al processo di cura.

Il progetto prevede dopo una fase iniziale d’avvicinamento e di osservazione partecipante, la presenza dello psicologo alla riunione d’équipe e la presenza in reparto due pomeriggi a settimana per soggetti in cura e familiari.

Offrire ai pazienti, accanto ad un lavoro sull’équipe, la possibilità di uno spazio terapeutico, sembra essere molto importante, infatti osservazioni effettuate in diversi ospedali evidenziano come spesso, i bambini e gli adolescenti ricoverati faticano a esprimere i propri vissuti (paura, ansia, rabbia) senza sentire di caricare troppo l’altro (genitore, parenti o amici).

L’esperienza della malattia determina nel bambino diverse reazioni psico-affettive, legate al vissuto d’impotenza, al senso di colpa, al timore della solitudine e della diversità. La malattia cronica porta a confrontarsi con problematiche quali la morte, l’integrità fisica e narcisistica, l’investimento di un corpo imperfetto, quindi la possibilità di un deterioramento del sentimento di sé e dello schema corporeo (corpo debole, imperfetto, cagionevole).

Letteratura di riferimento:
- Carbone P. (2005), Adolescenze, percorsi di psicologia clinica, Edizione scientifiche Ma.Gi.,Roma.
- Catastini P. (1998), Mio figlio malato cronico, Franco Angeli. Milano.
- Costantini A. (2000), Psicoterapia di gruppo a tempo limitato, McGraw-Hill, Milano.
- Cuccaroni, A. (2000), Gruppi monotematici per bambini ed adolescenti con patologie organiche croniche. Il gruppo come "oggetto-sé". Articolo SRM Psicologia Rivista
- Freud A. (1965), Bambini malati, Boringhieri, Torino.
- Marcelli D., Braconnier A. (1998), Psicopatologia dell’adolescente, Masson, Milano.
- Marcelli D., (IV edizione Italiana), Psicopatologia del bambino, Masson, Milano.
- Massaglia P. (2002), Dal curare al prendersi cura: l’operatività multidisciplinare in pediatria, - Quaderni di psicoterapia Infantile n°44, tra pediatria e psicoterapia pp.42-57.
Scarso P., Volpe B. Meledugno A., Daliento L. (2003), rassegne “Problematiche psicologiche ed alterazioni cognitive nella GUCH Comunity . Università degli studi di Padova, cattedra di cardiologia.
- Winnicot D. (1958) Dalla pediatria alla psicoanalisi, G.Martinelli & C, Firenze.
Kitchen LW. Psychological factors in congenital heart disease in children. J.Fam Pract 1978; 6: 777-83, Donovan E. The pediatric cardiologist and adolescents with congenital heart disease. Int J Cardiol 1985; 9: 493-5

Stima delle risorse necessarie (Umane, ambientali, economiche etc.):
Il progetto prevede un impegno orario settimanale di 6 ore, per un periodo di circa nove mesi (giugno 2007 -marzo 2008). Il finanziamento viene garantito dall’Associazione : “L’orizzonte di Lorenzo”.